PerSèFone

da Gianni Ritsos

da GHIANNIS RITSOS

Transiti testuali da Omero, Cicerone, Diodoro Siculo,

Ovidio, Claudiano

 

Con ELISA DI DIO

 

voce e movimenti CRISTINA DI MATTIA

 

Scene e Costumi LUCA MANULI

 

Coordinamento artistico FILIPPA ILARDO

 

Disegno Luci ANGELO DI DIO e CLAUDIO CASTAGNA

 

Produzione COMPAGNIA DELL'ARPA

in collaborazione con GARAGE ART PLATFORM e

LATITUDINI. RETE SICILIANA DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

 

con il sostegno finanziario dell’Assessorato Regionale al Turismo e allo Spettacolo

 

PerSèFone, la nuova produzione della Compagnia dell'Arpa pronta al debutto per il 2021. Sulla scena Elisa Di Dio e Cristina Di Mattia, due interpreti forti ed efficaci, un'attrice e una danzatrice che faranno rivivere il mito della fanciulla sottratta con la forza alla madre, la dea Demetra, da Ade, signore degli inferi, divenuta sposa del dio con l'inganno. Demetra, folle di dolore, inaridisce i campi e reclama la restituzione della figlia al fratello Zeus, complice del rapimento. La dea riuscirà a fare tornare la figlia sulla terra, ma solo per sei mesi all'anno. Gli altri sei mesi la fanciulla risiederà nell'Oltretomba accanto allo sposo. I greci spiegavano così il ciclo delle stagioni, a suggellare la protezione della dea madre sulle attività agricole: ma oltre la dimensione essoterica, un significato misterico presiede alla narrazione del viaggio della fanciulla su e giù dagli Inferi. Questa dimensione veniva celebrata dai misteri eleusini e riservata a un ristretto gruppo di iniziati.  Il mito vive fra le terre di Enna e la Grecia consacrando il legame profondo esistente fra aree diverse della enclave mediterranea. Numerosi autori antichi e contemporanei hanno cantato questa storia, tradotta in opere d'arte immortali, letterarie e non solo.  Fra le voci poetiche più struggenti, sicuramente vi è quella di Ghiannis Ritsos, poeta greco nato nel 1909 e morto nel 1990. La sua poesia è una vena di canto purissima, resa famosa da Quarta dimensione, opera che raccoglie molti dei suoi testi per il teatro. Ritsos trascorse gran parte della sua vita in prigione e nei campi di lavoro, a causa della sua irremovibile avversione contro il nazismo prima, e poi contro il regime dei colonnelli. Ciò fa capire quanto l'arte, anche quella apparentemente lontana dall'attualità, possa disturbare il potere.  Ritsos fa del Mito materia viva, parola incandescente per aggredire le coercizioni di ogni dittatura. 

Chi è la Persefone di Ritsos?

È una donna di età indefinita, rimasta fanciulla solo nella memoria. È una creatura che ha attraversato la soglia dell'indicibile e una serie infinita di metamorfosi e ridefinizioni di sé: Il mondo dei morti, l'infanzia, la trasformazione del suo corpo, il desiderio e la violenza. 

È una donna che ha una pallida memoria del suo essere stata dea e che, contrariamente a quanto narra il mito, è attratta dal desiderio maschile: lo zio, poi il servo che forse la violenta, o forse no e che la costringe a vivere in un luogo lontano dal mare della sua infanzia. 

PERSEFONE racconta a Ciane i turbamenti. È una riflessione la sua, sulla consapevolezza progressiva della complessità delle azioni e dei pensieri umani, di quanto sfumati siano i concetti di bene e male. 

PERSEFONE odia la luce, ama l'ombra, il via vai di corpi che giunge nella sua casa.  È ambigua, sfuggente, divina, profondamente umana nel perdono e nelle scelte.


repliche

2021

Museo del Mito - Enna


book foto di scena - Foto di Toto Clemenza

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