Spettacoli della Compagnia dell'Arpa


LINGUA DI CANE

“Disperso che vuol dire? Che uno è vivo oppure no? Nel mondo si vive o si muore, giusto? Ma sparire no, quello ti giuro io che è impossibile. Manco la magia ci può!  Perché il mondo, quello una palla è e uno da qualche parte su sta palla deve essere!” Lingua di cane è la lingua di chi non ha voce per parlare, di chi ansima, di chi elemosina un pezzo di pane, di chi non merita un rispetto, una vita e una morte da uomo, come se uomo non lo fosse mai stato.


IL DOLORE PAZZO DELL'AMORE

"non lo conoscevate, vero, quest’uso di succhiare un fiore di gelsomino e poi baciare? Non è altro che un gioco vano l’amore senza un giardino dove spartirsi, labbra su labbra, la rugiada. L’amore si nutre di una sorta di pudore metafisico, s’incarna nel vivere stesso che, via via, perde sempre qualcosa di sé, perde perfino l’amore..."


FRIDA. IMPERFETTA BELLEZZA

Una piccola grande donna che ha saputo raccontare la sofferenza attraverso le sue opere, in maniera inaspettata, mettendo a nudo, oltre l’atrocità della malattia, anche il suo amore per la vita e la fiducia nell’arte, capace di superare magicamente il dolore e di trasfigurarlo sulla tela in energia, bellezza, innescando riflessione profonda sulla condizione umana e quella femminile.


LE SUPPLICI DI ESCHILO IN PROVA

Un'opera musicale dal “sapore” pop, cantata ma anche “cuntata” e vissuta in siciliano e greco moderno, una messinscena che strizza l'occhio al musical e all’opera popolare, ricca di contenuti politici (il proto-femminismo, il no alla violenza sulle donne e l'antica accoglienza dei popoli del Mediterraneo davanti a tutto, con un chiaro riferimento alle tragedie del mare) 


LA MOGLIE CHE HA SBAGLIATO CUGINO

Se un “siciliano che scrive come un inglese”, come ebbe a dire Enzo Biagi di Umberto Domina, incrocia una trama che è un gioco di scambi, specchi e rimandi al non sense del vivere, e questa trama da romanzo, a sua volta, si imbatte nel pirandelliano gioco delle parti del teatro, cosa può accadere?


FEDRARANDOM

Questa è una Fedra che non ragiona, solamente vuole.

Questa è una Fedra dissoluta e dannata, ma ancora innocente.

Questa è una Fedra annegata nel lago del sogno, nutrita solo dal suo delirio.


DAME QUIJOTE

Quijote è una donna che sogna. In questo, non molto diversa da tutte le altre donne. Solo che in lei lo spazio del sogno è più ampio di quello occupato dalla realtà. Così, in nome del suo sogno, soprattutto un sogno d’amore, di armonia, di bellezza, di libertà, ogni giorno scende a combattere la sua battaglia per affermare il diritto a tutto questo… incontra sulla sua strada altre donne, altre guerriere… alcune animate come lei dallo stesso desiderio, altre invece disilluse o fiaccate dalla lotta, altre, addirittura, vinte. Scontro tragicomico tra ideale e reale, al femminile. Quijote è tutte le donne che non si arrendono ai sogni fatti a metà...


LA TRAPPOLA

Un campo di grano. Un suono stridente e confortante di cicale che cantano nell'afa.Tre "bambini" sulla scena: Sergio, Noa e Giorgio. Non sanno come, non sanno quando, non sanno da dove, prima o poi nel tedio di questo pomeriggio rovente d'estate giungerà una volpe. Sanno che lì intorno vi è la sua tana, ne hanno sentito parlare da un nonno. E' una volpe millenaria, nessuno l'ha mai vista se non di sfuggita, da lontano. E' la Volpe. La Volpe che tutti, una volta nell'infanzia, avremmo voluto incontrare, vederne i cuccioli, sbirciare il suo modo di cacciare. E' proprio il caso di catturarla, per vederla da vicino....


1952. A DANILO DOLCI

Dedicato a Danilo Dolci. Una dedica che parla il linguaggio del teatro, che cerca di percepire cosa si agita sotto le parole e le azioni. 

Un viaggio in treno, quel viaggio che portò Danilo Dolci in Sicilia nel 1952...


IL BINOMIO FANTASTICO

“Se avessimo una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare.” 

Si crede che inventare una storia sia una cosa seria, da fare seduti dietro una scrivania, con una lampada puntata sul foglio, anni di studio, ore di lavoro, strizzare le meningi per farne uscire il meglio. Gianni Rodari (docente, scrittore, giornalista e papà, nato a Omegna, in Piemonte, classe 1920-1980) lo smentisce di sana pianta: inventare una storia non è una questione di Logica; al contrario, è una questione di Fantastica. 


CURRI L'ARIA

Lo spazio è quello del retro di un teatro in disfacimento, antiretorico, asciutto, il rovescio di ciò che poteva essere e non è stato, ma che ha lasciato un respiro di poesia in forma di musica. La musica è quella popolare che correva per le strade di una sollevazione fatta dalla gente, dai giovani, dagli uomini, ricchi e poveri, e non ultimo, dalle donne. Il tempo è quello all’indomani di un tempo epico, quindi necessariamente prosaico, un tempo che lascia l’amaro in bocca perché troppo dolci sono state quelle idee di libertà, di trasformazione, di novità...


IL GRAN TEATRO MAGICO

le avventure di una strana compagnia di attori girovaghi, un po' clown, un po' commedianti del teatro all'Improvviso e del loro magico spettacolo, reso tale dagli straordinari poteri magici di cui loro stessi sono dotati. Tutte le scene sono avvolte dalla magia che, assieme a grandi temi, fa da protagonista riuscendo a trasmettere valori indissolubili come l'amore... 


FAVOLA DI AMORE E PSYCHE

La favola inizia nel più classico dei modi: c'erano una volta, in una città, un re e una regina, che avevano tre figlie. L'ultima, Psyche, è bellissima, tanto da suscitare la gelosia di Venere, la quale prega il dio Amore di ispirare alla fanciulla una passione per l'uomo più vile della terra. Tuttavia, lo stesso Amore si invaghisce della ragazza, e la trasporta nel suo palazzo. Ma Psyche deve stare attenta a non vedere il viso del misterioso amante, a rischio di rompere l'incantesimo...


MNEMOSYNE. IL RITORNO DI AFRODITE

Mnemosyne, nella mitologia dell'antica Grecia è la personificazione della Memoria, è figlia di Urano e di Gaia, appartiene al gruppo delle Titanidi. La leggenda dice che da nove notti di unione con Zeus, nacquero le nove Muse, che non sono soltanto le cantatrici divine, ma presiedono al Pensiero, sotto tutte le sue forme: eloquenza, persuasione, saggezza, storia, matematica, astronomia...


IMMENSAMADRE

Fin dalla preistoria la capacità di generare, intesa come capacità di trasformazione, era vista come potere magico. La più antica rappresentazione della divinità è stata espressa sotto forma di Dea-Madre della Terra, manifestazione del divino, potenza fecondatrice che presiede a tutto ciò che esiste nella vastità cosmica della terra, genera tutti gli esseri, li nutre e li accoglie di nuovo nel suo seno, chiudendo così il cerchio della vita terrena e ultra-terrena degli esseri.


LA STRANA COPPIA

Un’apparente leggerezza che accenna con ilarità a temi quali l'amore, la sessualità, l’indipendenza economica e sentimentale della donna e il suo ruolo nella società, l'amicizia femminile come veicolo privilegiato di autoanalisi e condivisione delle esperienze. La messa in scena non può fare a meno di essere ricca di rimandi alla versione cinematografica e televisiva, riuscendo però ad appropriarsi di un linguaggio proprio e autonomo...


LA LUNA E L'IMPERATORE

In una notte di luna piena, nell’accampamento imperiale, mentre tutti dormono, l’imperatore insonne affida alla luna le sue riflessioni sul senso della vita e della morte, ripercorrendo le tappe della sua esistenza e del suo pensiero: dall’amore per la cultura laica e per il mondo arabo, a quello, spesso fonte di scandalo, per le donne, dalla prodigiosa carriera politica, allo scontro con il pontefice, per il suo rifiuto di indire la crociata in terra santa....


IONE

Una donna e un giovane: una madre violentata e un figlio abbandonato che si incontrano dopo una concitata sequenza di tentati omicidi e riconoscimenti presunti e reali. Nello "Ione", una tragedia probabilmente rappresentata nella penultima decade del V sec. a.C., Euripide porta sulla scena, e risolve positivamente, l'eterno dramma dell'uomo alla ricerca di quei vincoli di sangue che né il tempo né le distanze possono rimuovere o spezzare...


SENZA PATRICIO

Storia di padri e figli in una Argentina terra di miti assoluti. Borges e le note struggenti del tango costituiscono i punti di riferimento essenziali nel dipanarsi di questa vicenda che prende spunto da un graffito tracciato su un muro di Buenos Aires: “Patricio, te amo. Papà”.