IL PRINCIPE FELICE

Adattamento, drammaturgia e Regia di Elisa Di Dio

con Jessica Aiello, Claudio Castagna, Adriana Lunardo ed Esmeralda Sabina

coreografie Jessica Aiello

Scene Claudio Castagna

Costumi Placida Faraci

Luci Roberto Ragusa

 

In una città affacciata sul mare, la statua dorata del Principe Felice domina dall’alto i tetti, ammirata da turisti, bambini, passanti. Simbolo di bellezza e ricchezza, è considerata da tutti un modello di perfezione. Una simpatica rondine, pronta a migrare verso l’Egitto, sceglie di fermarsi ai suoi piedi, prima di cominciare il lungo viaggio. Da qui nasce l’incontro fra i due. La rondine, scopre che dietro lo splendore dell’oro e delle pietre preziose si nasconde un cuore che soffre.

Il Principe, dall’alto della sua collina, vede la miseria che affligge la città: madri povere, bambini affamati, uomini sfruttati.  Nell’impossibilità di muoversi, chiede alla rondine di essere i suoi occhi e le sue mani, di portare doni e conforto, di spogliarlo progressivamente di ogni ornamento per alleviare le sofferenze degli altri.

Fra la statua e l’uccellino nasce un legame tenero, fatto di amicizia, amore e sacrificio. Quando la bellezza esteriore scompare, rimane la verità di un cuore che continua a battere.

 

Perché Oscar Wilde, perché questa fiaba

Oscar Wilde scrive Il Principe Felice nel 1888, un periodo segnato da contraddizioni sociali: lusso e splendore da una parte, miseria e disuguaglianze dall’altra. Dietro l’apparente semplicità della fiaba si cela una critica profonda alle ipocrisie della società vittoriana, ma anche una riflessione universale sull’amicizia, l’amore e il valore del dono di sé.

Abbiamo scelto questa fiaba perché, con ironia e dolcezza, riesce a parlare ai bambini e agli adulti: mette in scena la vanagloria delle istituzioni, la corsa al successo e all’ambizione, contrapponendole alla generosità silenziosa e all’amore disinteressato. È una storia attuale che parla alle nostre esistenze colme di beni effimeri e prive di attenzione per l’altro. È una storia che non teme di affrontare temi complessi, ma lo fa con la leggerezza poetica tipica di Wilde che speriamo di avere mantenuto anche nell’adattamento per il teatro dei bimbi e dei ragazzi.

Motivi tematici

La bellezza: all’inizio esteriore, brillante e immobile; poi interiore, fragile ma autentica.

L’ironia: la favola si apre dove finiscono le altre, con un principe che non vive più, eppure diventa davvero umano solo dopo la morte.  Amicizia e amore: la relazione tra la rondine e il principe è un inno alla tenerezza e alla fedeltà reciproca, alla possibilità che due creature diverse possano amarsi e capirsi. Il sacrificio: perdere tutto per donare agli altri non è sconfitta, ma conquista di senso. La vanagloria: uomini e istituzioni inseguono potere e apparenza, incapaci di vedere il bene reale.

Lo spettacolo alterna momenti lirici e poetici a passaggi ironici e corali, in modo da catturare l’attenzione dei più piccoli senza perdere profondità per i più grandi. La messinscena utilizza immagini essenziali ma evocative, capaci di trasformarsi nello spazio scenico e adattarsi sia ai teatri tradizionali sia a luoghi alternativi. La musica e la danza ampliano la dimensione emotiva e simbolica, intrecciando linguaggi diversi in un’unica narrazione.

 

Produzione e compagnia esecutrice

Associazione Culturale l’Arpa

 

 

In collaborazione con LATITUDINI – Rete Siciliana di Drammaturgia Contemporanea e con il patrocinio del GAL Rocca di Cerere

 

Si ringrazia:

Hennaion di Mario Messina

Ips Federico II Enna settore Moda

Docenti: Maria Concetta Lo Monaco e Nunzia Arancio - Assistente Angela Marmo


repliche

 

2025

Piccolo Teatro Fonderia Grock Palermo - Museo Archeologico di Aidone - Teatro Comunale Assoro - Teatro Comunale Francesco Paolo Neglia Enna

 

2026

Teatro Contoli Di Dio Calascibetta - Castelbuono - Salone della Chiesa Reale Agira - Istituto Falcone Barrafranca


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