MEdusa

Mostro - Madre - Mistero

Regia Filippa Ilardo e Dario La Ferla

Drammaturgia di Elisa Di Dio e Filippa Ilardo

Con Jessica Aiello, Elisa Di Dio, Federica Gurrieri, Andrea Saitta

Musiche di Davide Campisi

Assistente alla regia Antonio Tulone

Costumi Simona Schincaglia

Scene Claudio Castagna

Luci Roberto Ragusa

Produzione Compagnia dell’Arpa

In collaborazione con DEMETRIADI APS e con LATITUDINI Rete Siciliana di Drammaturgia Contemporanea

 

Chi era davvero Medusa?

Non è solo una figura mitologica.

È un simbolo. È una ferita collettiva. È la voce di tutte le donne punite per essere esistite fuori dai margini.

Nello spettacolo MEdusa, il mito classico viene ribaltato e restituito alla sua verità più cruda e profonda: non è Medusa il mostro, ma chi l’ha trasformata in tale. Dietro la sua chioma di serpenti e lo sguardo pietrificante, si cela la storia di una giovane donna punita non per un errore, ma per la sua semplice presenza. Per essere stata vista. Desiderata. Violata. E poi cancellata.

Si parte da qui: da una figura dimenticata, sacrificata, usata come emblema di terrore quando in realtà è solo una delle infinite vittime di un sistema che assolve i potenti e punisce i fragili.

Uno spettacolo necessario

MEdusa non è una narrazione consolatoria. È un racconto scomodo, viscerale, attuale. È un rito teatrale che restituisce dignità a una storia cancellata dalla propaganda eroica dei vincitori.

La scena si apre con Perseo, il vincitore, che solleva la testa mozzata della Gorgone. È la solita immagine: l’eroe e la bestia vinta. Ma qualcosa si incrina. Una voce si insinua nell’oscurità. È lei, Medusa, che prende la parola. Che racconta la sua verità. Che ci costringe a guardarla. Non con paura. Ma con rispetto.

Attraverso il suo racconto, il pubblico compie un viaggio emotivo che non lascia indifferenti: dalla bellezza originaria alla violenza, dalla punizione all’annientamento, fino alla trasformazione. Perché Medusa non muore davvero: diventa simbolo di resistenza.

Un linguaggio teatrale stratificato

 

🌀 IL CORPO

La corporeità in scena è tutto fuorché decorativa. È testimonianza, ferita, archivio vivente del trauma. I movimenti degli attori incarnano il contrasto tra immobilità e ribellione, tra la pietrificazione subita e il desiderio di esistere. Ogni gesto è un urlo trattenuto, un'eco di ciò che è stato negato.

🎭 GLI ATTORI IN SCENA

Quattro interpreti – Medusa, Perseo, e due figure polisemiche che incarnano alternativamente le sorelle Gorgoni e la stessa Atena – si muovono in uno spazio simbolico dove le identità sono liquide, le verità molteplici, le alleanze ambigue. Atena, muta e giudicante, diventa il riflesso della società che colpevolizza la vittima. Le sorelle sono il coro muto della genealogia femminile spezzata.

🌊 IL SUONO DEL MARE

La musica – eseguita dal vivo dal percussionista e performer Davide Campisi, che incarna Poseidone – è il quarto protagonista della scena. Il suo tamburo è un mare primordiale, un richiamo profondo che agita la scena e l’animo. L’acqua non è solo elemento naturale: è voce della tragedia, eco della violenza, spettro della memoria. Il suono invade i corpi, li trascina, li cambia. È la parte più ancestrale dello spettacolo.

Un dialogo con il presente

 

Questo non è solo uno spettacolo sul mito.

È uno spettacolo sul potere che deforma, sulla bellezza che spaventa, sul corpo che resiste.

La storia di Medusa diventa una lente per leggere la nostra epoca: una società in cui il corpo femminile è ancora spesso oggetto di controllo, di giudizio, di punizione. In cui la vittima viene interrogata più dell’aggressore. In cui l’invisibilità è la forma più pervasiva della violenza.

Con MEdusa, restituiamo parola e dignità a una creatura privata di entrambe. E lo facciamo con gli strumenti del teatro: la voce, il corpo, il suono, la luce, la presenza viva.

Per chi è pensato

Per chi cerca spettacoli che parlano al presente con forza e poesia.

Per chi vuole offrire al proprio pubblico una riflessione potente sui temi della giustizia, della violenza di genere e della rappresentazione del femminile.

Per chi programma stagioni teatrali coraggiose, rassegne su mito, identità, attualità, o eventi dedicati ai diritti umani, alla parità, alla memoria.

 

MEdusa è più di uno spettacolo.

È un gesto politico.

Un atto poetico.

Un rito di trasformazione.

Chi osa guardarla negli occhi – non pietrifica, ma si trasforma.


repliche

 

2025

Ruderi di Montevago - Teatro Greco di Morgantina - Castello di Sperlinga - Area Archeologica di Tripi - Santa Flavia


trailer


book foto di scena